which internet package to use when traveling?

Quale pacchetto internet scegliere quando si viaggia all’estero

Internet e Comunicazione Caroline & Xavier 15 min

Perché la stessa domanda cambia risposta da un paese all’altro

Parti con un piano italiano che in Italia ti dà duecento giga e la sensazione di non doverci pensare mai. Poi atterri, e a seconda del paese in cui hai messo piede quel piano diventa tre cose diverse: qualcosa che continua a funzionare senza che tu faccia niente, qualcosa che funziona ma con un contatore che scorre, o qualcosa che è meglio spegnere prima di uscire dall’aeroporto.

Nei nostri anni sulla strada abbiamo attraversato la zona UE, una manciata di paesi appena fuori e uno africano, e il conto è arrivato ogni volta da una porta diversa. Non perché avessimo scelto male l’operatore, ma perché la domanda giusta non è quale operatore hai, è dove stai andando e per quanto.

Questa guida mette in fila le tre soluzioni possibili e ti dà il criterio per scegliere fra loro. Trovi anche il nostro codice sconto per Holafly, il servizio eSIM che usiamo quando la SIM locale non ha senso.

Le tre soluzioni, e la domanda che le separa

Le opzioni sono tre e sono sempre le stesse: tenere il tuo piano italiano in roaming, comprare una SIM locale sul posto, installare una eSIM prima di partire.

Quello che cambia non è l’elenco, è quale delle tre ha senso per te. E si decide su tre cose soltanto: se la destinazione è dentro o fuori dalla zona UE, quanto ci resti, e quanti giga consumi davvero in una giornata normale. Il resto è dettaglio.

Soluzione 1: il tuo piano italiano in roaming

La prima soluzione è non fare niente: tieni la SIM che hai già e lasci che il telefono si agganci alla rete locale. Dentro la zona UE funziona davvero così, il roaming è incluso per legge e non paghi un euro in più fino alla soglia del tuo piano. È l’opzione che usiamo noi per una settimana in Grecia o in Portogallo, e per quel tipo di viaggio è imbattibile perché costa zero.

telefonare e avere internet in viaggio on the road
I tempi delle cabine telefoniche sono finiti!

Fuori dall’UE la stessa SIM cambia natura. Non smette di funzionare, ed è proprio questo il problema: continua a funzionare, e comincia a contare. Prima di partire vale la pena aprire l’app del tuo operatore e guardare due righe soltanto, la soglia di giga in roaming e la tariffa applicata una volta superata.

Quanto ti costa un megabyte quando esci dal forfait

È il numero che nessuno guarda e che decide tutto. Nella brochure prezzi contrattuale di Iliad, la tariffa «internet dall’estero» non è la stessa in tutti i paesi, e la forbice è enorme. In zona UE il superamento è fissato dal tetto europeo, 0,001342 € al megabyte, cioè circa 1,34 € per giga: una cifra che non ti rovina la vacanza. Fuori dall’UE si sale di scalino in scalino.

0,23 €/MB — la fascia più comune, dalla Thailandia all’Australia passando per il Sudafrica e la Colombia. Sono già circa 230 € il giga.
1,49 €/MB — Vietnam, Sri Lanka, Mauritius, Filippine. Circa 1 500 € il giga.
4,99 €/MB — Algeria, Maldive. Un backup fotografico da 200 MB fatto senza pensarci vale mille euro.
14,99 €/MB — le Seychelles, il caso limite. Circa quindicimila euro il giga.

Non serve impararli a memoria. Serve sapere che esistono, e che la differenza fra la prima e l’ultima fascia è di un fattore sessantacinque. È tutta la ragione per cui questa guida non ti dà una risposta unica.

TIM

UE: inclusa con soglia di uso corretto. Extra UE: in Viaggio Pass Mondo, circa 30 € per 2 GB su 10 giorni.

Il pass mondo di TIM si compra a blocchi e scade da solo. Due giga su dieci giorni bastano per mappe, messaggi e qualche foto, non per lavorare né per caricare video. Il calcolo da fare è semplice: se il tuo consumo abituale supera i duecento megabyte al giorno, il pass finisce prima del viaggio e quello che viene dopo è la tariffa al megabyte. Le opzioni estero di TIM

Vodafone

UE: inclusa con soglia di uso corretto. Extra UE: Smart Passport+, circa 6 € al giorno.

Qui si paga a giornata, e la giornata scatta al primo utilizzo: se accendi i dati per trenta secondi in aeroporto, quel giorno è addebitato. La formula è comoda per un weekend e diventa cara sulla distanza, perché due settimane fanno già più di ottanta euro. In compenso non devi calcolare niente in anticipo. Smart Passport+ di Vodafone

WindTre

UE: inclusa con soglia di uso corretto. Extra UE: Travel Pass, tariffa giornaliera per zona.

WindTre ragiona per zone, e la stessa vacanza può cadere in due fasce diverse a seconda del paese. È la voce da controllare prima di partire, non dopo: il Travel Pass mediterraneo e quello mondo non hanno lo stesso prezzo né lo stesso volume, e sull’itinerario multi-paese la differenza si sente. Le zone Travel Pass di WindTre

Iliad

UE: inclusa. Extra UE: 30 GB in oltre 110 paesi con TOP 30 MONDO, 12,99 €/mese.

È l’offerta che cambia le carte in tavola, perché porta i giga fuori dall’UE dentro il canone invece di venderteli a pacchetti. Attenzione però: è un’offerta a finestra, verifica se è ancora attivabile — e se ce l’hai già, sei coperto. Resta il fatto che i 30 GB sono un contatore: oltre quella soglia si torna alla tariffa al megabyte del paese. L’offerta TOP 30 MONDO

Vantour:

Dentro l’UE questa è la risposta giusta nove volte su dieci, e non c’è nemmeno da discuterne: non compri niente, non installi niente, atterri e sei online. Per una o due settimane in Spagna, in Grecia o in Portogallo abbiamo smesso da tempo di cercare alternative.

Fuori dall’UE la soluzione regge a una condizione precisa: che tu sappia in anticipo quale delle quattro fasce riguarda la tua destinazione. Se sei nella fascia più bassa e stai via pochi giorni, il pass del tuo operatore è spesso sufficiente. Se sei nelle fasce alte, il roaming smette di essere una soluzione e diventa un rischio da disattivare.

Svantaggi:

Il roaming UE non è pensato per chi vive all’estero. Gli operatori applicano una finestra di osservazione di quattro mesi: se in quel periodo consumi più giga fuori che dentro l’Italia e ci passi più tempo, l’operatore può considerarlo uso permanente, chiederti di passare a una SIM locale o applicare un sovrapprezzo. Hai quattordici giorni per rispondere.

Il contatore invisibile. Gli aggiornamenti di sistema, i backup automatici delle foto e il precaricamento dei video nelle app funzionano allo stesso modo ovunque, e non ti avvisano di essere passati su una rete che costa duecento volte tanto. Fuori dall’UE la prima cosa da fare non è comprare qualcosa, è togliere il permesso dei dati in background alle app che non ti servono.

Il pass che scade prima del viaggio. Due giga su dieci giorni sembrano tanti finché non ci metti dentro una videochiamata alla famiglia. Quando il pacchetto finisce non ti disconnetti: passi alla tariffa a consumo, ed è lì che nascono le bollette che si raccontano.

Soluzione 2: la SIM locale del paese che visiti

SIM e pacchetto dati per un viaggio on the road in furgoneLa seconda soluzione è comprare una SIM prepagata sul posto e pagare le tariffe del paese invece delle tue. Detta così sembra sempre la scelta più intelligente, e su un soggiorno lungo lo è quasi sempre, perché il divario fra il prezzo locale e il roaming non è del venti per cento: è di un ordine di grandezza.

Trovarla è di solito facile. Banchi in aeroporto, negozi degli operatori in centro, a volte anche il supermercato. Confronti i giga, la validità e la copertura reale fuori città, paghi, e in dieci minuti sei attivo. In alcuni paesi ti chiedono il passaporto e la registrazione è obbligatoria, in altri no.

Ci siamo passati in Svizzera, in Portogallo e in Marocco, e le tre volte è andata in modo diverso.

Casi pratici che abbiamo sperimentato

Piano mobile in Svizzera

In Svizzera abbiamo usato Swisscom. Il paese è fuori dall’UE, e anche se diversi operatori italiani lo includono ormai nelle loro condizioni, i costi imprevisti arrivano se non leggi il contratto. Metti in conto circa 70 € al mese per dati illimitati. La Svizzera è bella quanto è cara. Nessun vincolo, si interrompe da sola se non paghi il mese successivo.

Piano mobile in Portogallo

In Portogallo, dove ci fermiamo per periodi lunghi, usiamo MEO. Dati illimitati con ottime velocità per meno di 35 €, il che lo rende adatto anche per lavorare. Nessun vincolo, stessa logica di interruzione automatica.

Piano mobile in Marocco

In Marocco abbiamo scelto Inwi. Arrivati a Tangeri siamo andati in negozio, e lì abbiamo scoperto la trappola: il piano si porta dietro un impegno di due mesi, e va disdetto subito dopo l’acquisto, a volte mentre sei ancora davanti al bancone. Farlo in quel momento ti evita l’addebito successivo.

Vantaggi:

Se resti in un paese più di tre settimane, se ci lavori, o se la destinazione è fuori dall’UE in una delle fasce alte, la SIM locale è quasi sempre la risposta giusta. Il vantaggio vero non è nemmeno il prezzo: è che smetti di controllare il contatore ogni sera per assicurarti che un’app non stia facendo un aggiornamento a tue spese. (Sì, ci siamo passati.)

Svantaggi:

Comprarla significa affrontare una lingua che non parli nel momento in cui devi capire cosa stai firmando, configurare l’APN e a volte risolvere un problema tecnico allo sportello. E non ha senso su un viaggio breve o su un itinerario che tocca cinque paesi in dieci giorni.

Compatibilità del dispositivo: il telefono o il modem 4G deve essere libero da vincoli di operatore e supportare le bande usate localmente.

I problemi che seguono si pongono se usi la SIM nello stesso telefono (o se il telefono non ha due slot):

Perdi il tuo numero italiano: appena inserisci la SIM locale il numero italiano diventa irraggiungibile. È un guaio se aspetti una chiamata importante o se la tua banca manda i codici di verifica via SMS a quel numero.

Cambi continui: su un itinerario multi-paese finisci per comprare e sostituire una SIM a ogni frontiera, con tempo perso e costi che si sommano.

Tutto da reimparare: nuovo numero da comunicare, nuovo operatore, nuove procedure di ricarica e un servizio clienti in una lingua che non è la tua.

Le soluzioni qui sopra riguardano le SIM fisiche. Se vuoi sapere quale attrezzatura usare per queste SIM quando viaggi in furgone o in camper, e quali modem reggono davvero, l’abbiamo raccontato nella nostra guida su internet e vanlife.

Soluzione 3: la eSIM Holafly

La terza soluzione è la eSIM: compri il piano dati prima di partire, lo installi sul telefono e atterri già connesso, senza toccare la tua SIM italiana. È la via di mezzo fra le due precedenti, e serve esattamente nei casi in cui le altre due falliscono — destinazione fuori dall’UE, soggiorno troppo breve perché valga la pena cercare un negozio, o troppi paesi in un solo viaggio.

Cos’è un’eSIM?

Una eSIM (Embedded SIM) è una SIM digitale. Non c’è niente da inserire nel telefono: il profilo si scarica e resta memorizzato nel dispositivo.

Il risultato è che puoi tenere insieme la tua SIM fisica italiana e una o più eSIM sullo stesso telefono (fino a otto su un iPhone, per esempio), e decidere quale delle due porta i dati e quale resta in ascolto per le chiamate.

Come funziona l’eSIM Holafly

Compri il piano per il paese di destinazione sul sito, ricevi una email con un codice QR, lo inquadri con il telefono e il profilo si installa. Poi attivi i dati sulla eSIM nelle impostazioni e sei online.

Il punto che conta più di tutti gli altri: il tuo numero italiano resta attivo sulla SIM fisica, quindi continui a ricevere le chiamate e i codici di verifica della banca mentre i dati passano dalla eSIM. È la differenza pratica con la SIM locale, e su un viaggio breve è spesso l’argomento decisivo.

Vantaggi:

Copertura ampia: Holafly copre la gran parte delle destinazioni che trattiamo in queste guide. Nella nostra esperienza tutti i test che abbiamo fatto sono andati a buon fine.

Nessun negozio, nessuna coda: l’attivazione è completamente online e si fa dal divano di casa la sera prima di partire. Non dipendi dagli orari di un banco in aeroporto né dal fatto che il paese richieda una registrazione all’arrivo.

Sei connesso all’atterraggio: il che non è un dettaglio quando devi chiamare un taxi, aprire una prenotazione o mostrare un biglietto sul telefono nei primi dieci minuti.

Assistenza: il supporto risponde in italiano ed è raggiungibile mentre sei via, che è il momento in cui serve davvero.

Il codice sconto che trovi in fondo a questa guida si applica su tutti i piani.

Svantaggi:

Sul lungo periodo costa più della SIM locale. Non è un difetto nascosto, è aritmetica: in molti paesi il prepagato locale offre più giga per meno soldi. Se resti un mese e non ti serve il numero italiano, la SIM del posto vince.

I piani hanno un perimetro. Volume, durata e paesi coperti sono definiti all’acquisto. Se consumi molto o ti sposti fuori dal perimetro previsto, controlla i dettagli del piano prima e non dopo.

Non tutti i telefoni la supportano. I modelli precedenti al 2018 circa, e alcuni dispositivi venduti bloccati, non gestiscono le eSIM. Si verifica in trenta secondi nelle impostazioni, e va fatto prima di comprare.

Come scegliere in tre domande

Dopo anni di viaggi abbiamo usato tutte e tre le soluzioni, spesso nello stesso viaggio, e non abbiamo mai trovato quella che vince sempre. Quello che abbiamo trovato è un ordine di domande che porta alla risposta in meno di un minuto.

La destinazione è nella zona UE? Se sì, non comprare niente. Il roaming è incluso e il resto di questa guida non ti riguarda, a meno che tu non stia via più di quattro mesi.

Quanto ci resti? Sotto le due settimane fuori dall’UE, la eSIM è quasi sempre la scelta più sensata, perché ti evita il negozio e ti lascia il numero italiano. Oltre il mese, la SIM locale recupera il suo vantaggio di prezzo e diventa la risposta giusta.

In che fascia cade il paese? È la domanda che quasi nessuno si pone e che decide i casi limite. Nella fascia bassa il pass del tuo operatore può bastare anche per tre settimane; nelle fasce alte il roaming va semplicemente disattivato prima dell’atterraggio.

Se vuoi il dettaglio paese per paese, con i prezzi locali reali e la copertura effettiva, le nostre guide per destinazione fanno esattamente quel lavoro. E per l’attrezzatura di bordo, il modem e il resto, si continua con internet e vanlife.

Internet all'estero: le domande che ci fate più spesso

Devo installare la eSIM prima di partire o posso farlo all'arrivo?

Installala prima di partire, da casa. Il codice QR scarica un profilo, e per scaricarlo serve una connessione: se aspetti di essere atterrato ti ritrovi a doverla installare senza rete, o dipendendo dal WiFi dell'aeroporto. L'installazione non fa partire il piano: la maggior parte dei piani si attiva quando il telefono si aggancia alla prima rete a destinazione. Installa a casa, attiva all'arrivo.

Se uso una eSIM per i dati, ricevere una telefonata mi costa qualcosa?

Sì, e viene dimenticato quasi sempre. La eSIM porta i dati, ma le chiamate continuano ad arrivare sulla tua SIM italiana, che resta in roaming. Nella brochure Iliad, ricevere una chiamata in gran parte delle destinazioni extra UE costa 1,45 € al minuto. Non è una ragione per spegnere il telefono, è una ragione per non fare due ore di chiamate dall'altra parte del mondo, e per privilegiare WhatsApp o le chiamate via dati.

Posso collegare il portatile in hotspot con una eSIM?

Non darlo per scontato. Sulle eSIM Holafly la condivisione della connessione è limitata, a volte proprio bloccata. Per un uso normale da smartphone non cambia niente, ma se conti di tenere il portatile collegato tutto il giorno o di far navigare tutta la famiglia, la eSIM non è lo strumento giusto: meglio una SIM locale o un router portatile.

I dati «illimitati» sono davvero illimitati?

Il volume sì, la velocità non sempre. Le formule illimitate sono comode, ma possono essere rallentate oltre un consumo quotidiano normale: restano perfette per mappe, messaggi, social e qualche video, molto meno per scaricare o caricare file pesanti tutti i giorni. Se il tuo lavoro dipende dalla banda, verifica la soglia dichiarata prima di comprare.

Il WiFi dell'hotel o dell'aeroporto non basta?

Basta per la sera in camera, non per la giornata. Il WiFi è forte nella hall e debole in stanza, e soprattutto non ti segue quando esci, cioè esattamente quando ti serve: la mappa per arrivare, il biglietto da mostrare all'ingresso, il taxi da chiamare. Aggiungi che le reti aperte degli aeroporti chiedono spesso una registrazione che richiede già una connessione.

Se cambio telefono durante il viaggio, posso spostare la eSIM?

Non è mai automatico, e su alcuni operatori non è possibile affatto senza rifare la procedura. Un profilo eSIM è legato al dispositivo su cui è stato installato: spostarlo richiede in genere di farsi riemettere il QR dall'assistenza, e a volte non è previsto. È l'argomento pratico a favore della SIM fisica se sai già che cambierai telefono, o se viaggi con un telefono fragile.


Caroline & Xavier

Siamo Caroline e Xavier

Prima di trovare il modo giusto abbiamo sbagliato quasi tutto. Condividiamo quello che regge davvero ogni giorno in van, e quello che non rifaremmo.